Home Agricoltura PAC e Mercosur, Confagri Bologna: Bene anticipo risorse, ma quadro fragile

PAC e Mercosur, Confagri Bologna: Bene anticipo risorse, ma quadro fragile

“L’anticipo dei 45 miliardi di euro destinati alla Politica Agricola Comune 2028-2035 rappresenta certamente un segnale importante e positivo, ma non può essere scambiato per una soluzione strutturale. Anche l’accordo commerciale con il Mercosur presenta numerose criticità, in particolare sul rispetto del principio di reciprocità, che non sono state risolte ma semplicemente rinviate. Abbiamo l’impressione che l’Unione Europea stia navigando a vista e non abbia una reale consapevolezza dell’importanza strategica del settore primario e non si renda conto delle difficoltà che sta attraversando. Il rischio è che si vada davvero a un passo a un collasso totale che avrebbe gravi ripercussioni. Per questo rinnoviamo la richiesta di politiche concrete, strategiche e durature a sostegno dell’agricoltura”

È questo il commento di Davide Venturi, presidente di Confagricoltura Bologna, in seguito alla decisione dell’Unione Europea di anticipare i 45 miliardi di euro dedicati alla PAC a partire dal 2028 e di firmare l’accordo economico e commerciale con il Mercosur.

“L’anticipo delle risorse per la PAC è senza dubbio rilevante – anche alla luce della mobilitazione del 18 dicembre scorso a Bruxelles alla quale ha partecipato anche una nostra delegazione – ma si tratta pur sempre di un anticipo di fondi che erano già previsti. Il quadro complessivo non cambia: restano le incertezze sul fatto che siano state ridotte del 30% le risorse della PAC destinate all’agricoltura europea e che non vengono risolte le difficoltà di reddito che colpiscono le imprese. Ci aspettiamo una PAC diversa, adeguatamente finanziata per l’importanza che il settore primario ricopre e realmente orientata al sostegno economico delle attività agricole”.

Ancor più critica, invece, è l’analisi di Confagricoltura Bologna sull’accordo firmato tra Unione Europea-Mercosur, arrivato dopo il primo sì a maggioranza nella riunione degli ambasciatori dei 27 Stati membri (Coreper). “Gli accordi commerciali devono essere sinonimo di concorrenza leale. Non possiamo permettere che agli agricoltori europei vengano richiesti standard sempre più stringenti in termini ambientali, sanitari e di sicurezza mentre si consente l’ingresso di prodotti provenienti da Paesi che non rispettano le stesse regole e che non saranno a breve in grado di adeguarsi alle stesse norme”.

“In territori come il nostro – prosegue Venturi – questo rischio è particolarmente concreto. Bologna è la prima provincia italiana per produzione di barbabietola da zucchero e ospita la sede dell’unica azienda nazionale rimasta nella filiera saccarifera. Una volta entrato in vigore questo accordo, il Brasile potrebbe inondare il mercato europeo di zucchero di canna prodotto ad un costo molto più basso che il nostro e soprattutto con l’utilizzo di sostanze non consentite in UE ma ignare al consumatore finale. Allo stesso modo, il comparto cerealicolo rappresenta una colonna portante dell’agricoltura locale e sarebbe esposto all’aumento di importazioni incontrollate dall’America Latina, con inevitabili ripercussioni sui prezzi e quindi sui margini delle aziende agricole bolognesi che non giocherebbero certamente ad armi pari con quelle dei Paesi del Mercosur in quanto normative e burocrazia da rispettare”.

“Il principio di reciprocità deve essere uguale per tutte le parti in causa. Il rischio è che Il Mercosur si trasformi in un fattore di concorrenza sleale, penalizzando chi opera nel rispetto delle norme europee e che, inevitabilmente, sostiene costi sempre più elevati per garantire l’alta qualità dei prodotti. Riteniamo – conclude Venturi – che non sia abbastanza ricevere rassicurazioni sui controlli senza avere strumenti chiari, efficaci e applicabili. La nostra Associazione continuerà ad impegnarsi a tutti livelli affinché questi requisiti stringenti vengano definiti al più presto in modo tale da difendere la sostenibilità economica delle aziende agricole”.